venerdì 11 agosto 2017

Roma Est, il 70% delle famiglie con disabilità è monoreddito. Il 30% dei genitori over 65

Situazione critica nel quadrante orientale della città, evidenziata da un'indagine svolta da Nuova Sair su un campione di 500 utenti dei servizi semiresidenziali, ambulatoriali e domiciliari. Per il 25% dei minori con disabilità, intervento dell'autorità giudiziaria

ROMA – Situazione critica per le persone con disabilità a Roma, specialmente nel quadrante Est della città: circa il 70% delle famiglie con un componente disabile è monoreddito e quindi vive in una condizione di precarietà economica. In più, il 30% dei genitori di adulti con disabilità ha più di 65 anni e quindi vive con preoccupazione la prospettiva del “dopo di noi”. E' quanto emerge da un'indagine svolta dalla cooperativa Nuova Sair su un campione di 500 utenti dei servizi semiresidenziali, ambulatoriali e domiciliari realizzati nel quadrante di Roma Est e in particolare nel Presidio di Riabilitazione di via Dionisio a Roma. Non meno allarmante la condizione dei minori con disabilità: nel 25% dei casi, si rende infatti necessario, a loro tutela, l'intervento dell'autorità giudiziaria. Oltre il 50% di questi viene poi preso in carico dai servizi sociali.
 
Sempre secondo il Focus, il 30% del campione è monoparentale e la presenza di un solo genitore spesso aggrava la situazione di disagio ed emarginazione del disabile. Tra i minori assistiti a domicilio il 44% sono stranieri.
 
I dati della NS si inseriscono in un contesto complesso come quello della periferia Est della Capitale che comprende tra gli altri i quartieri di: Tor Bella Monaca, Grotte Celoni, Torre Maura, Torre Spaccata, Centocelle, San Basilio, Borghesiana, Ponte di Nona e Tor Pignattara.  In questi quartieri l'indice di Disagio Sociale (IDS) è tra i più alti della Capitale e il reddito medio presenta invece le cifre più basse. A questo quadro poco confortante si aggiunge un alto tasso di disoccupazione, un'endemica carenza dei servizi socio-educativi e soprattutto una forte precarietà abitativa e la presenza più elevata di cittadini stranieri (oltre 45 mila).
 
"In una realtà così difficile come quella delle periferie di Roma est - spiega Armando Cancelli, direttore sanitario del Presidio di via Dionisio - un intervento che non tenga conto del contesto sociale è ad alto rischio di fallimento. Coinvolgersi, in modo professionale ma diretto, nell'aiuto alla risoluzione delle dinamiche familiari o del disagio garantisce che il processo di riabilitazione (che è il nostro mandato principale) abbia maggiore probabilità di successo. Proprio per questo la Nuova Sair si è strutturata in modo tale da garantire, insieme a tutta la rete territoriale, una presa in carico globale della persona con disabilità, condividendone anche la realtà e il contesto in cui vive."

Fonte: Superabile.

domenica 6 agosto 2017

Milano, primo impianto di stimolazione cerebrale su paziente con Parkinson

L’intervento all’ospedale “Galeazzi” su una paziente di 36 anni affetta da Parkinson giovanile: è un nuovo sistema di stimolazione cerebrale profonda che fa giungere al cervello leggere stimolazioni in modo da favorire il coordinamento dell’attività motoria, la riduzione dei tremori, la diminuzione della rigidità muscolare e dei sintomi più evidenti della malattia

MILANO - E’ stato effettuato in questi giorni presso l’”IRCCS Galeazzi” di Milano il primo impianto in Italia del nuovo sistema di Stimolazione Cerebrale Profonda “Vercise™Gevia™”, che si è dimostrato di particolare efficacia per i malati di Parkinson (circa 250.000 in Italia, con 6.000 nuovi casi ogni anno e 1 paziente su 5 di età inferiore a 50 anni)
 
Il sistema, nato dalla ricerca Boston Scientific e coperto dal marchio CE, prevede l’impianto di un piccolo dispositivo medico dotato di sottilissimi elettrocateteri che fanno arrivare al cervello leggere stimolazioni. In questo modo, l’attività cerebrale viene “modulata” così da favorire il coordinamento dell’attività motoria, la riduzione dei tremori, la diminuzione della rigidità muscolare e dei sintomi più evidenti della malattia.
 
Lo speciale elettrocatetere direzionale e il software esclusivo di cui è dotato il sistema consentono di rilasciare piccole quantità di corrente elettrica solo in punti selezionati e ben circoscritti del cervello (MICC - fonti multiple indipendenti). Questo permette di creare un campo elettrico in grado di contrastare i sintomi più evidenti del Parkinson, senza però coinvolgere i tessuti adiacenti, limitando così molti effetti collaterali indesiderati.
 
L’intervento, su una donna di 36 anni, affetta da Parkinson giovanile da 8 anni e costretta a lasciare il lavoro di receptionist perché impossibilitata a svolgere anche le più semplici attività quotidiane, è stato condotto dal dott. Domenico Servello (Responsabile reparto di Neurochirurgia del Galeazzi di Milano) con la collaborazione del dott. Claudio Pacchetti (Responsabile Unità operativa struttura complessa Malattia di Parkinson e Disordini del Movimento - Istituto Neurologico Nazionale Fondazione Mondino - Pavia). La paziente presentava movimenti involontari legati all’assunzione di farmaci e rigidità di tutti gli arti, con blocchi dolorosi, in particolare durante la notte.
 
La primogenitura di questo nuovo impianto da parte dell’ I.R.C.C.S. Istituto Ortopedico “Galeazzi” di Milano non è casuale; il Centro Ospedaliero - e il dottor Servello in particolare - hanno infatti una solida esperienza sia nel trattamento del Parkinson, sia negli interventi di stimolazione cerebrale profonda (DBS).
 
Il Galeazzi è stato l’unico Istituto italiano selezionato per lo studio internazionale VANTAGE che ha coinvolto 6 centri europei specializzati nel Parkinson, e i cui risultati sono stati pubblicati su “The Lancet Neurology”
 
Entrambi i clinici hanno commentato con favore le innovazioni tecnologiche del sistema, soprattutto per quanto concerne il sistema direzionale e il relativo software di gestione Stimview che rende più agevole la visualizzazione del campo di stimolazione e consente a chi effettua l’impianto di selezionare in modo molto accurato le zone di cervello da coinvolgere; in questo caso, per esempio, solo le aree responsabili dei disordini del movimento. Si aggiungano le molteplici possibilità di “personalizzazione” offerte dal sistema che permettono l’adattamento alla fisiologia dei singoli pazienti, alle variazioni dei livelli di “impedenza” e alla progressione della malattia.
 
“Il sistema Vercise Gevia” – ha commentato il dottor Domenico Servello - “è in grado di massimizzare i benefici della terapia DBS grazie al sistema direzionale che rende ancora più efficace la terapia, permettendo di controllare i disordini del movimento tipici del Parkinson ed eliminando gli effetti collaterali, che hanno sempre reso problematico il posizionamento dell’elettrocatetere nel corso dell’impianto.
 
Si aggiungano, all’efficacia delle prestazioni, le dimensioni ridotte del dispositivo e la durata della batteria che – nella versione ricaricabile – raggiunge addirittura i 25 anni!

Fonte: Superabile.

venerdì 4 agosto 2017

Dopo di noi, ripartito il fondo 2017 (38 milioni). Oltre 6 milioni alla Lombardia

Pronto il decreto di riparto della seconda annualità: a breve sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale. La ripartizione avviene sulla base del numero di abitanti disabili tra i 18 e i 64 anniLa fetta più grande a Lombardia (6,3 milioni), Lazio e Campania (3,8 milioni). In coda Valle d'Aosta (76.600) e Molise (191.500)

ROMA – La fetta più grande va alla Lombardia, la più piccola alla Valle d'Aosta, incoerenza con i dati Istat sul numero di persone disabili tra i 18e i 64 anni: è pronto il decreto di riparto della seconda annualità del fondo per il Dopo di noi. Complessivamente, 38,3 milioni di euro, che vanno ad aggiungersi ai 90 del 2016. La ripartizione è contenuta nel Decreto Interministeriale porta la data del 21 giugno 2017 ed è stato registrato alla Corte dei Conti il 21 luglio 2017. A darne notizia è il ministero del Lavoro, in una nota del 31 luglio.
 
La quota più alta va appunto alla Lombardia, cui vengono destinati 6.396.100 euro, seguita da Campania e Lazio (3.868.300), Sicilia (3.293.800) e Veneto (3.140.600). Agli ultimi posti Valle d'Aosta (76.600) e Molise (191.500). Proprio il Molise ha appena pubblicato l’Avviso Pubblico per la selezione di progetti personalizzati per il ‘Dopo di noi’ e per la sperimentazione di soluzioni innovative per la vita indipendente per persone con disabilità senza il necessario supporto familiare, in base alla Determinazione del direttore generale n. 329 del 27 luglio 2017.

Fonte: Superabile.

giovedì 27 luglio 2017

Arriva BlindPAD: la tecnologia fa percepire gli spazi alle persone con disabilità visive

Costituito da una tavoletta tattile e da serious games, BlindPAD è il risultato di un progetto finanziato dalla Commissione europea per tre anni e coordinato dall’IIT, Istituto italiano di tecnologia. Prototipo testato da persone con disabilità visive in Italia e in Polonia, con il supporto dell’Istituto David Chiossone onlus di Genova. In futuro potrà essere utilizzato come piattaforma riabilitativa portatile

ROMA – Nasce dal progetto europeo BlindPAD, coordinato dall’ITT - Istituto italiano di tecnologia, il primo prototipo di un dispositivo che potrà migliorare la qualità di vita delle persone non vedenti e ipovedenti: si tratta di una tavoletta tattile che contiene giochi educativi(serious games) in grado di far percepire con le dita mappe, disegni e forme geometriche in modo più semplice e versatile rispetto alle tecnologie attuali. Il prototipo può essere già usato come ausilio nei centri di riabilitazione visiva, e in futuro la tecnologia BlindPAD potrà trasformarsi in un prodotto da utilizzare come piattaforma riabilitativa portatile: oltre che nella clinica anche negli ambienti scolastici e domestici, a un costo più basso rispetto alle soluzioni esistenti.
 
250 prove sperimentali tra Italia e Polonia. Nel corso dei 3 anni di durata del progetto europeo, il dispositivo BlindPAD è stato realizzato attraverso la continua interazione con persone con disabilità visive e specialisti della riabilitazione, per un totale di circa 250 prove sperimentali, grazie alla partnership con l’Istituto Davide Chiossone Onlus di Genova e con l’istituto Firr di Cracovia in Polonia. In particolare, l’Istituto Chiossone ha coinvolto circa 50 persone con disabilità visive di tutte le fasce d’età, adulti, bambini e ragazzi in età scolare, i quali hanno svolto i test negli ambienti del laboratorio congiunto IIT-Chiossone all’interno di Villa Chiossone a Genova.
 
Come funziona. L’utilizzo di BlindPAD permette di trasmettere sotto forma di stimolazioni tattili le informazioni grafiche necessarie a comprendere concetti astratti, come per esempio le figure geometriche, e mappe di luoghi, ad esempio la disposizione degli arredi e delle porte di una stanza, facilitando l’apprendimento di informazioni visive da parte di persone non vedenti.
 
La tavoletta tattile ha le dimensioni di circa 15x12 cm ed è costituita da una griglia di quasi 200 piedini in plastica, detti “taxel”, stampati in 3D e distanti l’uno dall’altro meno di 1 centimetro, i quali si sollevano e abbassano a comando tramite l’interazione con una griglia di piccoli magneti sottostanti. Ogni elemento è chiamato “taxel”, perché è l’equivalente tattile di un “pixel”. Le mani della persona non vedente possono quindi esplorare liberamente la tavoletta, che offre un’immagine in rilievo del contenuto visivo che si vuole imparare e che è tradotto dalla tavoletta dal mondo visivo a quello tattile. Le dimensioni della tavoletta sono state pensate per l’utilizzo da parte di persone adolescenti con una o due mani.
 
L’apprendimento delle forme disegnate dai taxel è guidato dall’utilizzo di serious games, progettati in modo da rafforzare le capacità del cervello legate all’apprendimento dello spazio, ovvero la memoria di lavoro, l’orientamento e la mobilità. I giochi, infatti, stimolano la rappresentazione mentale di più oggetti contemporaneamente e di mappe di tipo ‘voi siete qui’, come se fosse un piccolo GPS per ambienti interni.
 
Il gruppo di ricerca guidato da Luca Brayda, ricercatore team-leader all’IIT, ha dimostrato che l’uso di questi giochi, insieme alle tecnologie tattili programmabili, migliora le capacità spaziali delle persone con disabilità visiva. Infatti, dopo gli esercizi riabilitativi, gli utenti riescono a muoversi in un ambiente riconoscendo quanto appreso nel mondo immaginato e sentito con le dita.
 
BlindPAD può essere collegato a dispositivi mobili come laptop e tablet, così da essere uno strumento di semplice utilizzo da parte dei riabilitatori, persino da parte degli utenti stessi. L’obiettivo del gruppo di ricerca è di reperire ulteriori finanziamenti per renderlo un vero prodotto.
 
L’IIT, oltre a essere coordinatore e ideatore del progetto, ha sviluppato i serious games, insieme agli esperti di riabilitazione dell’Istituto Chiossone di Genova e l’istituto FIRR di Cracovia. L’intero consorzio europeo ha contribuito allo sviluppo del dispositivo, grazie a tecnologie sviluppate dall’Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL) in Svizzera e dal centro ATEKNEA Invention and Research Centre Ltd. a Budapest in Ungheria, e all’esperienza software dell’azienda Gemobile GmbH di Dortmund in Germania. Il progetto si è sviluppato nell’ambito del programma della Commissione europea “ICT Work programme 2013” del Settimo programma quadro.

Fonte: Superabile.

lunedì 24 luglio 2017

Rifugiati con disabilità, appello di Edf :”Unhcr cooperi con le associazioni”

La disabilità crea una difficoltà in più nel percorso migratorio: dalle barriere architettoniche a quelle sanitarie, dalle difficoltà di comunicazione alla necessità di assistenza, maggiori sono i rischi di discriminazione. Per questo, Edf chiede a Unhcr di “cooperare con le organizzazioni delle persone con disabilità”

ROMA - Fuggire dal proprio paese per “migrare” in una terra lontana non è facile per nessuno, ma per chi ha una disabilità le difficoltà e i rischi aumentano, così come la paura e il rischio di incontrare ostacoli, spesso molto difficili da superare. E’ proprio su questa categoria di migranti particolarmente “invisibili” che Edf, il Forum europeo disabilità, richiama l’attenzione, lanciando un appello: l’Unhcr, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, collabori e cooperi con le associazioni e le organizzazioni delle persone con disabilità in tutto il mondo, per dar euna risposta sinergica e strutturale ai bisogni di questi migranti particolarmente vulnerabili. “I rifugiati e i richiedenti asilo con disabilità rappresentano un gruppo invisibile di individui che sono costretti a lasciare i loro paesi in situazioni fortemente svantaggiate – spiega il Forum -. Oltre alla sfida per sopravvivere al viaggio, i rifugiati e i richiedenti asilo con disabilità incontrano numerose barriere, nel momento in mentre sono ospitati nei centri di accoglienza. Le donne, i bambini, i minori non accompagnati e le persone anziane con disabilità rischiano maggiormente di essere discriminati o esclusi dal ricevere un sostegno adeguato”.
 
Oltre a incontrare barriere fisiche nel sistema dell’accoglienza e dell’assistenza, oltre alle difficoltà di ricevere le terapie e i sostegni di cui hanno bisogno in virtù della propria condizioni, queste persone possono trovare problematico lo stesso “processo di richiesta di asilo”, soprattutto in caso di disabilità intellettiva,quando più complicato è “rispondere alle interviste e raccogliere le informazioni necessarie per dimostrare la propria condizione. I rifugiati con problemi sensoriali o fisici poi – continua Edf – possono aver bisogno di assistenza per comunicare o per superare le barriere architettoniche”.
 
Consapevole di queste criticità, “Edf ha più volte invitato l'Unione europea e i suoi Stati membri a rispondere alla crisi migratoria con un approccio basato sui diritti umani, che metta in primo piano la vita delle persone. L'Ue – spiega ancora il network - dovrebbe affrontare la situazione della migrazione fornendo un quadro che sia in linea con la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con e la Convenzione sui rifugiati del 1951. La prima, in particolare, nell’articolo 11, contiene una disposizione specifica relativa alle situazioni di rischio e alle emergenze umanitarie”. Soprattutto, l’Edf “ritiene fondamentale la cooperazione dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) con le organizzazioni delle persone con disabilità, al fine di trovare insieme strategie per promuovere e proteggere i diritti dei rifugiati e richiedenti asilo con disabilità”. (cl)

Fonte: Superabile.

sabato 22 luglio 2017

Gardaland accessibile anche per persone cieche e cani guida con Easy Rider

L’accessibilità di Gardaland migliora: da quest’anno i visitatori con disabilità potranno prenotare una guida specializzata, che li accompagnerà all’interno del parco, facilitandone gli spostamenti e l’accesso alle attrazioni

ROMA - L’accessibilità di Gardaland migliora: da quest’anno i visitatori con disabilità potranno prenotare una guida specializzata, che li accompagnerà all’interno del parco, facilitandone gli spostamenti e l’accesso alle attrazioni. Il servizio si chiama “Easy Rider” ed è realizzato dal Parco in collaborazione con la Cooperativa Sociale Yeah, che da due anni collabora con Gardaland per migliorare l’accessibilità delle informazioni e il divertimento all’interno del Parco. Ne dà notizia Blindsight Project - onlus per persone disabili sensoriali sulle pagine del suo sito. “Blindsight Project fu invitata a partecipare ad un tavolo di lavoro l’anno scorso e constatammo il divieto d’accesso ai cani guida e alle persone disabili visive in numerose zone del Parco. Tutto questo oggi non esiste più. Chiedemmo l’accesso libero e gratuito, come da legge dello Stato Italiano n.37/74, al cane guida che accompagna un visitatore disabile visivo. Naturalmente su alcune attrazioni è vietato per sicurezza l’ingresso anche alla persona disabile, e non solo al cane guida, ma – prosegue la onlus -, testando le varie attrazioni insieme al direttore di Gardaland Danilo Santi, ci si è resi conto che molte sono le attrazioni su cui possiamo andare accompagnati. Su alcune solo da accompagnatore umano, su altre anche col nostro cane guida, ad esempio Transgardaland Express, Flying Island, Albero di Prezzemolo, Time Voyager, Monorotaia e Funny Express. Un bel traguardo italiano per la Convenzione Onu per persone disabili e – commenta la onlus - anche per la democrazia”
 
Per chi ha problemi di vista sono tutte accessibili tranne “Sequoia Adventure”: finalmente si possono fare le mitologiche “Montagne russe di Mammut”, “Raptor”, “Blue Tornado” e il “Buco Nero di Oblivion”, oltre a tutte le altre attrazioni permesse a chi ha disabilità visiva.
 
Easy Rider esiste anche per facilitare i gruppi di persone che hanno al loro interno ospiti con disabilità. Significa che, da quest’anno, le persone con disabilità che visitano Gardaland potranno prenotare una guida che si occuperà di accompagnarle all’interno del Parco, che si estende per una superficie molto vasta e quindi muoversi al suo interno, specie per chi ha una disabilità, non è sempre facile. Le persone con disabilità potranno prenotare una guida che le accompagnerà alla scoperta del Parco, facilitandole nella scelta delle attrazioni e durante gli spostamenti, e aiutandole ad organizzare al meglio la giornata. La visita al parco sarà così più facile e confortevole.
 
Maggiori informazioni sul Parco e sulle sue attrazioni alla pagina Ospiti con disabilità sensoriale del sito di Gardaland. Invece si possono trovare qui tutte le informazioni sulla guida Easy Rider” per la visita a Gardaland. La guida Yeah ha il compito di sgravare gli accompagnatori da alcuni compiti organizzativi e di orientamento, in modo da ridurre lo stress e la fatica e aumentare lo svago e il divertimento. 

Fonte: Superabile.

giovedì 20 luglio 2017

Scuola, “a settembre insegnanti di sostegno tutti in classe? Sarà difficile”

Salvatore Nocera commenta le rassicurazioni che la ministra Fedeli ha rivolto alla Ledha: “Se non saranno stabilizzati gli insegnanti specializzati precari, la situazione sarà critica come gli altri anni. C'è poi il problema dell'assistenza e del trasporto, in carico a comuni e regioni: anche su questo attendiamo rassicurazioni dagli enti competenti”

ROMA – Non convincono, le promesse e le rassicurazioni della ministra Fedeli: “ho timore che, a settembre, gli studenti disabili troveranno ad attenderli i problemi di sempre: insegnanti di sostegno assenti o precari, servizio di assistenza e trasporto inadeguato, classi troppo numerose”. Così Salvatore Nocera, avvocato specializzato nei temi dell'inclusione scolastica e membro della Fish, replica alla ministra, che ha incontrato la Ledha a Lodi e ha promesso che, fin dal primo giorno, gli insegnanti di sostegno saranno tutti in classe.
 
“Francamente, non capisco come la ministra potrà m,mantenere questo impegno – commenta Nocera – visto che ci sono molte situazioni estremamente precarie. Pensa di accogliere le richieste degli insegnanti, che chiedono la stabilizzazione in ruolo per tutti i docenti che, pur essendo specializzati, continuano ad essere precari? La loro proposta, legittima, è che siano trasferiti in posti di diritto quelli che attualmente sono “di fatto”, a causa di deroghe po sentenze. Se questo accadrà, si avrà la continuità dei posti. Questi insegnanti si trovano sopratutto a sud, molti hanno ottenuto lo scorso anno assegnazioni provvisorie, in deroga alla normativa preesistente e ora chiedono la stabilizzazione in ruolo, che sarebbe funzionale alla propria stabilità lavorativa e di sede, ma anche alla continuità didattica. Mi chiedo se la ministra abbia intenzione di accogliere questa richiesta”.
 
Anche questo, comunque, non risolverebbe ogni “male”, visto che esistono almeno altri tre problemi nel sistema dell'inclusione scolastica e del diritto allo studio degli alunni disabili: problemi che, secondo Nocera, “la riforma non ha risolto e che quindi ci ritroveremo puntualmente a settembre”. Il primo problema è quello del servizio di assistenza per l'autonomia e la comunicazione e del trasporto scolastico, “su cui il ministero non ha competenza, perché ricade su comuni e, per quanto riguarda le scuole superiori, province e quindi regioni. E' un problema strutturale che va affrontato – ricorda Nocera – se davvero si vuole realizzare una buona inclusione scolastica”.
 
Altro problema da risolvere, su cui invece ha competenza il ministero, è quello della “formazione degli insegnanti curricolari sulle didattiche inclusive – afferma ancora Nocera – Come Fish, avevamo chiesto che questo tema fosse affrontato nella riforma, ma di fatto così non è stato. Di conseguenza, ci troveremo ancora di fronte due situazioni critiche: da un lato, gli insegnanti curricolari che delegano l'inclusione ai docenti di sostegno, non essendo loro preparati ad occuparsene; dall'altro lato, alunni con disabilità costretti a passare ore in corridoio o in fondo all'aula a girarsi i pollici oppure, nei casi più gravi, ad abbreviare il proprio orario scolastico, visto che non è possibile e non sarebbe neanche opportuno pensare a un docente di sostegno presente per l'intero orario scolastico. Fin quando anche questo problema non sarà risolto, non credo che possiamo formulare previsioni ottimistiche”.
 
Da ultimo, c'è il problema della formazione delle classi: “un altro impegno che ci sì aspetteremmo dal ministro è quello che riguarda il rispetto della normativa al riguardo, mentre si continua a legittimare la formazione di classi con un numero di alunni eccedente il limite previsto dalla normativa”. In conclusione, “ho timore che a settembre i problemi saranno quelli di sempre. E vorrei chiedere alla ministra da cosa deriva questa sicurezza che a settembre tutto sarà in regola . Chiedo anche a chi dobbiamo rivolgerci per avere le stesse rassicurazioni su assistenza e trasporto. Sarebbe auspicabile che ministero, Anci e Conferenza delle regioni, ciascuno per le proprie competenze, spiegassero meglio la situazione”. (cl)

Fonte: Superabile.

ATTENZIONE

“Oltre le barriere” mette in evidenza tutte quelle problematiche che mantengono lo stato di emarginazione sociale, civile e lavorativa dei soggetti disabili.

A cura di Vito Caronna

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