giovedì 8 dicembre 2016

La storia di Agostino e il suo percorso “da malato a bambino”

Agostino ha la sindrome di Charge: alla Lega del filo d’oro è stato fin da subito trattato come un bambino e lì ha trovato la possibilità di “parlare” attraverso la Lis, di “sentire” con la musicoterapia, di superare la sua rabbia. Ora frequenta la scuola materna con un progetto su misura per lui

ROMA - Un pugno chiuso che batte sul viso, tra la bocca e la guancia. Un gesto come tanti, se a farlo è un bambino come tanti. Ma se a compiere questo movimento banale è un bambino speciale, come Agostino, cambia tutto: perché quel pugno che si alza all’improvviso a toccare il volto significa “mamma” nella Lis, la lingua dei segni. E Agostino, che ha quasi quattro anni, ha “detto” quella parola, che tutti i bambini pronunciano per prima, dopo oltre due anni di silenzio carico di attesa. “Quando l’ho visto è stato incredibile”, ricorda oggi mamma Samuela. “Una gioia immensa, arrivata dopo mesi di sofferenza e disorientamento, perché quando nasce un bambino che non sta bene le domande e le difficoltà dei genitori sono tante, e se si è soli è dura”. La storia del piccolo Agostino è raccontata dalla Lega del filo d’oro, ed è una delle tante storie che l’organizzazione racconta ogni giorno attraverso il proprio lavoro.
 
Una strada in salita. Per questa famiglia coraggiosa (oltre a Samuela ci sono papà Stefano e il fratello Tommaso, di dieci anni) la strada è stata subito in salita: dopo la diagnosi alla nascita (sindrome di Charge) è arrivato il ricovero all’ospedale Meyer di Firenze, dove Agostino è rimasto per otto mesi. “Stava quasi sempre a letto, disteso”, ricorda Samuela, “ben assistito ma trattato da malato. Quando l’abbiamo portato alla Lega del Filo d’Oro non stava neppure seduto, non sapevamo quanto sentisse né quanto vedesse. Sono stati loro che hanno iniziato a trattarlo da bambino”. Una rivoluzione che Samuela ha ancora negli occhi e trasmette con la voce. Addio ambiente asettico, camici bianchi e approccio esclusivamente sanitario, Agostino viene accolto nella grande famiglia del centro di Osimo, a due passi dalla sua casa di Castelfidardo, dove da subito si concentrano sull’esatta valutazione delle sue potenzialità̀.
 
Dentro la grancassa. “In ospedale avevano ipotizzato che fosse cieco, invece alla Lega del Filo d'Oro abbiamo scoperto che da un occhio vede abbastanza”, continua Samuela, che ormai crede più̀ a suo figlio che alle carte, su cui si legge “coloboma bilaterale”, una lesione che può̀ comportare anche cecità̀ assoluta. È alla Lega del Filo d’Oro che gli operatori vogliono partire dalla diagnosi per andare oltre, e stimolano Agostino bendandogli un occhio e poi l’altro e sollecitandolo in diversi modi; lo stesso lavoro di dissotterramento delle abilità residue viene svolto sull’aspetto motorio e uditivo, e così grazie al metodo posturale Agostino guadagna la posizione seduta e oggi riesce a stare eretto e a camminare, lui che non sa cosa significhi l’equilibrio perché non ha condotti uditivi. Poi c’è l’alimentazione artificiale, dovuta alla disfagia che lo accompagna dalla nascita, e la conseguente logopedia per la stimolazione delle corde vocali. A livello sensoriale, la musicoterapia gli fa cogliere le vibrazioni di diversi strumenti (il suo preferito è il pianoforte), che lui mostra di percepire e apprezzare. “Quando era piccolo lo mettevano direttamente dentro la grancassa”, sorride Samuela, “e poi battevano da una parte e dall’altra. Era uno spettacolo”.
 
Quell’album tutto speciale. I problemi non spariscono, semplicemente smettono di ammantare di nero il futuro e iniziano a mostrare il loro lato migliore, quello che sfida specialisti e famiglia a non fermarsi, a percorrere strade nuove alla caccia se non dell’impossibile, almeno dell’impensabile. “A livello riabilitativo gli hanno praticamente salvato la vita”, dice commossa Samuela. “Tanto che a volte, quando lo porto da medici che non lo conoscono, mi chiedono se sia vero che ha tutti i problemi cognitivi e sensoriali che pure risultano, perché è un bambino attivo, che si dà da fare... il lavoro sarà̀ ancora molto, non mi illudo, ma se penso alle prospettive che avevamo davanti tre anni fa non posso che ringraziare di aver conosciuto la Lega del Filo d’Oro”. La speranza per Agostino è un futuro di potenzialità̀ sfruttate al massimo, per non lasciare niente di intentato sulla strada di tutto il recupero possibile. Nella comunicazione, ad esempio. Oltre alla lingua dei segni, Agostino si affida a uno speciale album che porta sempre con sé e nelle cui pagine sono raccolte le immagini di oggetti quotidiani, ma anche di luoghi e persone; indicandoli, il bambino esprime di cosa ha bisogno, chi vuole vedere e dove vuole andare. Un escamotage essenziale soprattutto per chi, come le persone affette dalla sindrome di Charge, vivono una frustrazione indicibile che si trasforma in “rabbia” perché nessuno riesce a capirli.
 
E ora l’asilo. Una “rabbia” che Agostino non manifesta più̀: “All’inizio, appena uscito dall’ospedale, associava il contatto fisico al dolore, perché chi lo accostava gli faceva male, lo pungeva”, ricorda ancora la mamma. “Ora gli piace essere abbracciato e coccolato”. Come tutti i bambini della sua età̀, Agostino ha iniziato la scuola materna grazie a un progetto che gli specialisti della Lega del Filo d’Oro hanno messo a punto su misura per lui. “Se me l’avessero detto due anni fa, l’avrei considerato impossibile”, conclude mamma Samuela. “Ora, pur con un certo tremore, confido che riuscirà̀ a trovare il suo posto anche lì. Perché non siamo soli”.

Fonte: Superabile.

Mattarella: “Disabili, tanti gli ostacoli da abbattere. La solitudine moltiplicatore di esclusione”

Il presidente della Repubblica ha evidenziato i “tanti passi avanti compiuti nella legislazione e nell’organizzazione sociale”, ma anche gli ostacoli: “Nella vita quotidiana, nelle strutture economiche e sociali, nei pregiudizi di chi si sottrae ai doveri di solidarietà. La nostra Costituzione e la Convenzione Onu ci spingono a realizzare condizioni sempre migliori di integrazione”

ROMA – “L'effettiva uguaglianza delle opportunità e il pieno esercizio dei diritti di cittadinanza da parte di chi è portatore di disabilità, fisica, intellettiva o relazionale, costituiscono traguardi di libertà e di umanità per ciascuno di noi e per le comunità delle quali siamo partecipi”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, “occasione di riflessione – ha aggiunto il presidente -, di verifica, di impegno per le istituzioni e per l'intera nostra società”.

Mattarella ha detto che “tanti passi avanti sono stati compiuti nella legislazione e nell'organizzazione sociale. Una maggiore sensibilità culturale si è sviluppata attorno al valore positivo delle diversità e alla necessità di rimuovere barriere - anche occulte - che condizionano ed escludono. Ma, purtroppo, tanti ostacoli devono ancora essere abbattuti: nella vita quotidiana, nelle strutture economiche e sociali, nei pregiudizi di chi si sottrae ai doveri di solidarietà”.

“La nostra Costituzione e la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità ci spingono a realizzare condizioni sempre migliori di integrazione – ha proseguito Mattarella - in modo che l'inclusione diventi realtà concreta e sia possibile una piena partecipazione alla vita familiare e a quella pubblica. La responsabilità delle istituzioni è grande, e per questo è necessaria un'attenzione particolare. Garantire dignità a ogni persona ed evitare ingiuste discriminazioni richiede che nessuno venga lasciato solo, anche perché la solitudine è moltiplicatore di esclusione”.

Ha proseguito Sergio Mattarella: “L'integrazione scolastica resta condizione primaria e premessa dell'accesso al lavoro. La possibilità di continuare a lavorare - anche per coloro che subiscono una grave menomazione durante l'età adulta - va tutelata perché è la sola garanzia di autentica autodeterminazione”.

“Da pochi mesi il Parlamento ha approvato la legge sul "Dopo di noi", che tante speranze suscita nelle famiglie che convivono con la disabilità. Mi auguro che il prezioso impegno di associazioni e formazioni sociali continui ad accompagnare e a sollecitare le istituzioni in modo che si implementino i nuovi strumenti, si raccolgano e si utilizzino al meglio le risorse necessarie. C'è un patrimonio inestimabile di valori in quanti affrontano difficoltà e sofferenze – ha concluso il presidente -. Possiamo e dobbiamo costruire, insieme a loro, una società sempre migliore e più forte”.

Fonte: Superabile.

Non un peso, ma un vantaggio. Ecco il logo degli alberghi che assumono lavoratori disabili

Il logo “Valueable” viene esposto da quelle strutture – alberghi e ristoranti – che in Europa hanno fra i propri lavoratori anche persone con disabilità intellettive. Non solo impegno sociale ma la considerazione di questi lavoratori come una “potenziale fonte di vantaggio competitivo”. La presentazione all’interno di un progetto europeo dell’Associazione italiana persone down (Aipd)

ROMA – E’ stata presentata ieri la rete europea di alberghi e ristoranti promossa dal progetto “On my Own… at Work (OMO)”, finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Erasmus +, di cui è capofila l’Associazione Italiana Persone Down e a cui partecipano Fondazione Adecco, Down España, Associacao Portuguesa de Portadores de Trissomia 21 (APPT 21), Alma Mater Università di Bologna, Università di Roma TRE, Hotel Roma Aurelia Antica e Axis Hoteis e EDSA, European Down Syndrome Association.

Nel corso della giornata a Roma, Lisbona e Rimini si sono tenuti tre eventi in cui è stato presentato il quality kit del progetto OMO ed è stata lanciata la rete degli alberghi solidali con il nuovo marchio, vincitore del concorso europeo “Disegna il mio logo”, il cui nome è “VALUEABLE”. Il logo rappresenta una mano stilizzata sostenuta dalla lettera V, il messaggio che veicola è valore, abilità e valutabilità. Gli alberghi che appongono il marchio credono che un lavoratore con disabilità intellettiva rappresenti questo per l’azienda.

Durante i convegni sono state premiate anche le strutture alberghiere e della ristorazione che hanno già ospitato tirocini ed esperienze lavorative per persone con disabilità intellettiva, saranno i first movers della rete. A Roma il premio è stato consegnato all’Aqualux Hotel SPA&SUITE di Bardolino (VR) e all’Art Hotel Noba – Best Western di Roma.

 “Il quality Kit – spiega Paola Vulterini, responsabile AIPD del progetto europeo - è rivolto agli imprenditori del settore dell’ospitalità e comprende un codice di condotta socialmente responsabile, un manuale di supporto all’applicazione del codice e un marchio che attesta l’appartenenza ad una rete europea di aziende, che considerano la diversità presente all'interno del loro personale come una potenziale fonte di vantaggio competitivo”.

Nel corso del progetto sono già stati realizzati alcuni prodotti per facilitare l’inserimento delle persone con disabilità intellettiva nel mercato del lavoro: un’App per svolgere le proprie mansioni in modo autonomo e 14 video rivolti ai tutor e ai colleghi di lavoro, per orientare un corretto rapporto professionale con i nuovi tirocinanti/lavoratori.

A Roma ha aperto i lavori Anna Contardi, coordinatrice nazionale dell’Associazione Italiana Persone Down. Contardi ha ripercorso le tappe del progetto presentando poi la tappa odierna: il Quality Kit rivolto agli alberghi e la presentazione del nuovo marchio di alberghi solidali, che si impegneranno a diversi livelli nell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità intellettiva. Giorgia Scivola, operatrice AIPD che lavora nel progetto ha spiegato: “Questo progetto vuole incidere per cambiare la realtà, realizzando un sogno. Nel progetto OMO il sogno è l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità intellettiva nel mondo dell’ospitalità e della ristorazione. Il marchio per noi è il segno tangibile dell’impegno mostrato dall’azienda del proprio impegno sociale, seguendo però determinate regole di condotta”.

Le regole per ottenere il marchio sono quattro: firmare e rispettare una dichiarazione di impegno per le politiche aziendali e di pari opportunità; formare il personale con o senza i video tutorial di supporto; sottoporsi a controlli saltuari da parte del Comitato Internazionale che distribuisce il certificato del marchio e predisporre procedure aziendali secondo una prospettiva di non discriminazione. Sono previsti dal progetto tre livelli di impegno per gli alberghi: il primo è il livello bronzo che prevede l’ospitalità di almeno un tirocinio di tre settimane ogni due anni; il secondo è il livello argento che stabilisce l’assunzione di almeno una persona con disabilità intellettiva; il terzo livello, l’oro, è quello di essere in regola con i requisiti normativi nazionali e farsi ambasciatore del marchio presso altri imprenditori.

Nel corso del convegno hanno dato la loro testimonianza alcuni imprenditori già impegnati nell’accoglienza di tirocinanti con disabilità intellettiva: Donato Formica dell’Art Hotel Noba ha raccontato la sua esperienza con Gabriel, tirocinante con sindrome Down. “Noi albergatori - ha raccontato - abbiamo un grande vantaggio nel poter fare questa esperienza, aumenta la stima dell’imprenditore ma anche quella dei lavoratori coinvolti in relazioni significative e motivanti. Perché non farlo? Le attività forse si rallentano un poco ma aumenta la produttività complessiva e la qualità del servizio. Con questa esperienza è cresciuta anche la capacità del nostro albergo nell’accogliere clienti con bisogni speciali. Spero che sia un’esperienza che si possa diffondere ampiamente”. Anche Elisa Franceschini, dell’Aqualux di Bardolino ha portato la testimonianza della sua struttura: “abbiamo iniziato questa avventura nell’aprile 2015 siglando un accordo con AIPD per ospitare tirocini intensivi di tre settimane con ragazzi con sindrome Down che vengono da tutta Italia. Grazie all’AIPD abbiamo conosciuto un mondo nuovo, con il loro supporto abbiamo imparato come rapportarci con questi lavoratori. Sono tirocinanti ottimi, curiosi, con voglia di imparare, chiedono altre mansioni, i clienti apprezzano questa presenza. Sono una testimonianza anche per le persone che usufruiscono dei servizi dell’albergo”.

Fonte: Superabile.

Approvata la legge di bilancio, Fondo non autosufficienza a 450 milioni

L’ultimo voto di fiducia prima delle dimissioni del presidente del Consiglio Matteo Renzi dà il via libera alla legge di bilancio, nello stesso testo che era stato approvato alla Camera. Sarà di 450 milioni il Fondo non autosufficienza per il 2017

ROMA – Come ipotizzato fin dalle prime ore successive all’esito del referendum, non c’è spazio in Parlamento per nessuna modifica al testo della legge di bilancio che era stato approvato prima del voto a Montecitorio. L’esigenza di arrivare all’approvazione definitiva del provvedimento in modo da permettere alla crisi di governo innescata dal risultato del referendum costituzionale del 4 dicembre scorso di dispiegare tutti i suoi effetti, impedisce che venga presa in considerazione qualsiasi ipotesi di modifica del testo già licenziato a Montecitorio. Ivi compresa quella disponibilità che cinque giorni prima del voto aveva espresso il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti, che convocando una riunione straordinaria del Tavolo per la non autosufficienza aveva messo sul piatto del Fondo per la non autosufficienza altri 50 milioni di euro rispetto ai 450 milioni già stanziati. Di fronte alla disponibilità di Poletti le associazioni avevano peraltro storto il naso, ricordando che le necessità reali sono ben maggiori e chiedendo al governo uno sforzo supplementare di ulteriori 50 milioni. Niente da fare, non solo non si arriverà ai 550 richiesti, ma anche l'aumento a 500 è sfumato.
Ricapitolando, quindi, la dotazione del Fondo per l’anno 2017 sarà pari a 450 milioni di euro. Di questi, 400 milioni erano già stati stanziati con la precedente legge di stabilità, che aveva reso stabile la dotazione annuale del fondo. Nella legge di bilancio presentata nell’ottobre scorso, al Fondo non autosufficienza veniva assegnata la cifra ulteriore di 50 milioni di euro: dotazione che ha trovato posto nel testo approvato prima alla Camera e ora al Senato.

Il precipitare della crisi di governo impedisce di allargare il Fondo degli ulteriori 50 milioni indicati come disponibili dal ministro Poletti: dopo la riunione della scorsa settimana era praticamente scontato che si riuscisse ad arrivare almeno a 500 milioni complessivi, e c’era la speranza di trovare nel bilancio altri 50 milioni per arrivare a 550. Ipotesi che il referendum ha spazzato via. Insieme al governo Renzi.

Fonte: Superabile.

venerdì 2 dicembre 2016

Giornata Onu per i diritti delle persone disabili: così l’Italia celebra il 3 dicembre

Al centro dell’edizione 2016 della Giornata per i diritti delle persone disabili ci sono 17 obiettivi di sviluppo sostenibile e un mondo “inclusivo” da raggiungere entro il 2030. Istruzione, lavoro, uguaglianza, accessibilità: tante le iniziative in Italia, da nord a sud. Il ministro Franceschini inaugura itinerario accessibile a Pompei 

ROMA - “Achieving 17 goals for the future we want”, ovvero “Raggiungere 17 obiettivi per il futuro che vogliamo”: è questo il tema della 25a Giornata Onu delle persone con disabilità, che dal 1992 si celebra il 3 dicembre di ogni anno. Obiettivo della ricorrenza è promuovere conoscenza, informazione e sensibilizzazione e sostenere i diritti e il benessere delle persone con disabilità in tutto il mondo, favorendone la piena integrazione in ogni aspetto della vita politica, sociale, economica e culturale. Thorbjørn Jagland, segretario generale del Consiglio d'Europa, nel suo messaggio per la Giornata chiede di “spostare l'attenzione dalla disabilità alla capacità”, per colmare il divario tra norme e quotidianità. L’attenzione quest’anno è centrata in particolare sugli “Obiettivi per lo sviluppo sostenibile” (Sdgs), fissati nel 2012 dalla Conferenza Rio 2012: 17 “goals”, che riguardano lo sviluppo dal punto di vista ambientale, economico e sociale e vanno centrati entro il 2030. Ma in che modo la disabilità ha a che fare con questi obiettivi? In 11 modi diversi, visto che tante sono le volte che questa viene esplicitamente menzionata nel testo che contiene gli obiettivi. Cinque quelli che contengono questi riferimenti: sono quelli (obiettivi numero 4, 8, 10, 11 e 17) in cui si parla di istruzione, lavoro, uguaglianza, accessibilità.

Numerosi gli eventi previsti in tutto il mondo, e anche in Italia sono molteplici e diffuse su tutto il territorio nazionale le iniziative in occasione del 3 dicembre. A Pompei si punta sulla fruibilità di uno dei luoghi storico-archeologici più importanti del mondo con l’inaugurazione, oggi 2 dicembre, con il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, di un nuovo  percorso accessibile. “Pompei per tutti” è il più grande itinerario facilitato di visita ad un’area archeologica in Italia. 

Fiaba, in collaborazione con Uni e CNGeGL, per l’occasione del 3 dicembre ha pubblicato la Prassi di riferimento 2016 “Abbattimento barriere architettoniche - Linee guida per la riprogettazione del costruito in ottica universal design”. La Lega del filo d’oro richiama all’inclusione delle 189mila persone sordo cieche, al diritto delle persone pluriminorate psicosensoriali a poter partecipare attivamente alla vita sociale, e lo fa ricordando che “molto spesso è l’ambiente di vita a condizionare l’inclusione sociale”: in base allo Studio condotto dall’Istat per la Lega del Filo d’Oro nel 2015, risulta che per l’86,7% degli adulti sordociechi rappresenta un problema insormontabile anche solo uscire di casa, utilizzare i mezzi di trasporto (88% dei casi) o accedere agli edifici pubblici (85%) tra cui ospedali, scuole.

L’Anffas celebra la giornata con il convegno di due giorni (2 e 3 dicembre) a Rimini, e il presidente Speziale ne spiega il focus principale: “Molti passi avanti sono stati fatti nella cultura, ma serve cambiamento nelle politiche, servono più ricerca, meno pregiudizi e giusto sostegno”. Ancora in Emilia Romagna, a Ravenna, è stato scelto il 3 dicembre per presentare il progetto "Stare di casa nella città" dell’associazione Liberedonne, in cui donne con disabilità e madri di figli con disabilità fanno proposte per una Ravenna accessibile, dai parcheggi alle panchine, dai trasporti ai servizi alla sicurezza. A Modena "Unire gli sguardi per crescere insieme" è l’iniziativa dell’Uici nell’ambito del progetto “Porte aperte”: l’intento è parlare di disabilità visiva e di inclusione sociale in termini attivi e creativi e in programma c’è la presentazione dello “Sportello d'ascolto per la disabilità visiva”, del progetto educativo "Crescere insieme con le Arti Marziali", di "Il Libro di Leonard" e di "Be Specular". Sarà possibile conoscere gli ideatori di ogni iniziativa e sperimentare insieme a loro le proposte.

A Napoli il 2 dicembre si parla di "Percorsi di partecipazione sportiva di atleti con autismo", grazie alla sinergia tra associazione Autism Aid onlus, università Federico II - Dipartimento di Scienze Traslazionali e in collaborazione con la Fisdir - Federazione italiana sport disabilità intellettiva relazionale. L’Osservatorio e Centro studi Erickson ha scelto di dare “voce alla voci” invitando quattro testimoni a raccontare la vita quotidiana alle prese con cibo (con un particolare ricettario), Picasso, fratellanza e democrazia. E commenta Dario Ianes, co-fondatore del Centro Studi Erickson: “Includere la disabilità nella scuola e nella vita di tutti i giorni comporta il benessere e la dignità delle persone direttamente coinvolte e della società tutta. Allo stesso tempo, la piena inclusione nella società resta ancora una sfida da vincere, per assicurare la partecipazione delle persone con disabilità al pari di tutti gli altri cittadini nei diversi momenti della vita: scuola, lavoro, salute, accessibilità e trasporti, qualità e uniformità dei servizi”. All’università Ca’ Foscari di Venezia il 3 dicembre si tiene il primo evento congiunto del nuovo coordinamento delle Università del Triveneto per l’inclusione delle persone con disabilità, e si inaugura una nuova agenda comune. In programma anche la visita guida a una mostra fotografica sul tema.

Sempre domani, a Roma, presso l'ex press-office del Giubileo in via dei Penitenzieri 14,  l’Unitalsi con il suo presidente Antonio Diella e con l’arcivescovo Fisichella incontra una delegazione (di circa 130 persone) dei volontari che si sono messi a disposizione delle persone malate e disabili durante il Giubileo della misericordia. Grazie a loro, 600 in tutto e arrivati da ogni regione, sono stati assistiti e accolti oltre 50 mila pellegrini disabili e malati, sono state consegnate 4200 carrozzine e sono stati effettuati oltre 450 trasporti speciali effettuati con 6 mezzi dell'associazione. Sabato 3 dicembre, infine, gli atleti Special Olympics salutano la Giornata internazionale con un flash mob e lo faranno, alle ore 16 a Roma, sulle note del tormentone di  Fabio Rovazzi “Andiamo a comandare”. Atleti con disabilità intellettiva, tecnici, volontari, familiari, amici e sostenitori del movimento si incontreranno, in numerosi negozi Ikea e centri commerciali, in 13 regioni italiane, per sorprendere i passanti con la "contagiosa" provocazione di cantare e ballare indossando una mascherina di protezione sul volto al fine di rovesciare indifferenza e pregiudizi. Il 3 dicembre sarà, inoltre, un giorno particolare per la delegazione italiana di Special Olympics che, composta da 34 atleti,  dopo appena cento giorni sarà in Austria per partecipare ai Giochi mondiali invernali, in programma dal 14 al 25 marzo con 3000 atleti provenienti da 110 nazioni.

Fonte: Superabile.

giovedì 1 dicembre 2016

Verso la Giornata Onu per i diritti delle persone disabili: "I 17 obiettivi per il futuro che vogliamo"

Mancano pochi giorni alla ricorrenza, che le Nazioni Unite celebrano dal 1992 il 3 dicembre di ogni anno. Tema di questa edizione, 17 obiettivi di sviluppo sostenibile e un mondo “inclusivo”, da raggiungere entro il 2030. Dalla scuola alla salute, dall’accessibilità alla crescita economica

ROMA - “Achieving 17 goals for the future we want”, ovvero “Raggiungere 17 obiettivi per il futuro che vogliamo”: è questo il tema della 25a Giornata Onu delle persone con disabilità, che dal 1992 si celebra il 3 dicembre di ogni anno. Obiettivo della ricorrenza è promuovere conoscenza, informazione e sensibilizzazione e sostenere i diritti e il benessere delle persone con disabilità in tutto il mondo, favorendone la piena integrazione in ogni aspetto della vita politica, sociale, economica e culturale. Quest’anno, l’attenzione è centrata sugli “Obiettivi per lo sviluppo sostenibile” (Sdgs), fissati nel 2012 dalla Conferenza Rio 2012: 17 “goals”, che riguardano lo sviluppo dal punto di vista ambientale, economico e sociale e vanno centrati entro il 2030.
Ma in che modo la disabilità ha a che fare con questi obiettivi? In 11 modi diversi, visto che tante sono le volte che questa viene esplicitamente menzionata nel testo che contiene gli obiettivi. Quattro quelli che contengono questi riferimenti: sono quelli in cui si parla di istruzione, lavoro, uguaglianza, accessibilità.
Obiettivo 4: all’interno dell’obiettivo generale “Quality Education”, si legge che sia garantita “un’istruzione equa e accessibile, costruendo contesti di apprendimento inclusivi e fornendo l’assistenza necessaria alle persone con disabilità”.
Obiettivo 8: nel chiedere un lavoro dignitoso e crescita economica, la comunità internazionale si pone l’obiettivo di raggiungere “la piena e produttiva occupazione e un lavoro dignitoso per tutte le donne e gli uomini, incluse le persone con disabilità, in cambio di un equo compenso”.
L’obiettivo 10 si propone di “ridurre le disuguaglianze all'interno e tra i paesi, potenziando e promuovendo l'inclusione sociale, economica e politica di tutti, comprese le persone con disabilità”.
L’obiettivo 11 consiste nel “rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri e sostenibili”. Per realizzare questo scopo, gli Stati membri sono chiamati a fornire l’accesso a sistemi di trasporto sicuri, accessibili e sostenibili per tutti, migliorare la sicurezza stradale, in particolare ampliando i mezzi pubblici, con particolare attenzione alle esigenze delle persone in situazioni vulnerabili, come le persone con disabilità. Inoltre, la proposta prevede di assicurare l'accesso universale a spazi verdi e pubblici spazi che siano sicuri, inclusivi e accessibili, in particolare per le persone con disabilità.
L’obiettivo 17, infine, sottlinea l’importanza di raccogliere dati e monitorare l’attuazione degli obiettivi fissati, prestando una particolare attenzione ai dati disaggregati sulla disabilità.
La giornata Onu di quest’anno, dunque, ponendo al centro questi obiettivi per lo sviluppo sostenibile, intende evidenziare il ruolo che questi stessi obiettivi hanno nella costruzione di un mondo più inclusivo per le persone con disabilità. Sostenibilità e inclusione, in definitiva, sono due obiettivi da portare avanti parallelamente, nell’impresa di costruire un mondo che sia davvero per tutti. Numerose le iniziative previste in tutto il mondo in occasione della ricorrenza del 3 dicembre. Tutti gli eventi possono essere segnalati sul sito delle Nazioni Unite, inviando una breve descrizione all’indirizzo enable@un.org. (cl)

Fonte: Superabile.

Non autosufficienza, il governo offre 50 milioni in più. Le associazioni ne chiedono 100

Concluso il Tavolo straordinario sulla non autosufficienza, convocato d'urgenza dal governo per scongiurare la protesta dei disabili gravi. Oggetto: l'aumento del fondo. Poletti: “Abbiamo ipotizzato aumento di 50 milioni per il 2017”. Le associazioni: “Bene, ma non basta”. Prossimo appuntamento il 6 dicembre 

ROMA – SI è concluso il Tavolo straordinario sulla non autosufficienza, convocato d'urgenza dal governo per scongiurare la protesta dei disabili gravi, organizzata dal Comitato 16 novembre, contro il mancato aumento del Fondo. “Poletti ha dichiarato di poter offrire ulteriori 50 milioni aggiuntivi, portando il Fondo a 500 milioni – riferisce la Fish, presente all'incontro con una sua delegazione - Permane la disponibilità a proseguire il percorso iniziato con il Tavolo per la non autosufficienza”.

In mattinata il ministro affermava interpellato sulla questione: “L'incontro sulla non autosufficienza è in corso, stiamo discutendo per trovare un punto di condivisione. Stiamo lavorando ad un documento finale. Abbiamo ipotizzato un aumento del fondo di 50 milioni per il 2017”. La richiesta delle associazioni, però, come riferisce lo stesso ministro, “è più alta”.

Lo confermano le note diffusa dalla Fish e dall'Aisla. “Pur apprezzando lo sforzo e il valore del percorso avviato, esprimiamo insoddisfazione per la copertura finale, ma ribadiamo la centralità di una pianificazione ed un monitoraggio su cui fondare politiche e servizi inclusivi e sostenibili", dice la Fish. “Apprezziamo lo sforzo del Ministro Poletti per aumentare il Fondo, è un gesto importante di ascolto e attenzione alle esigenze dei disabili e delle persone con SLA: tuttavia chiediamo - dice Pina Esposito, consigliere nazionale di AISLA - un ulteriore aumento delle risorse e auspichiamo di avere conferma dell’aumento a 550 milioni complessivi dell’FNA e della sua stabilizzazione”

Questa insoddisfazione di associazioni (tra cui Comitato 16 novembre e FIsh) e organizzazioni sindacali è stata messa a verbale, insieme alla prossima convocazione del tavolo, fissata per il prossimo 6 dicembre. “Il ministro Poletti ha espresso la disponibilità e l'impegno ad aumentare il fondo di altri 50 milioni per il 2017, con un emendamento da presentare al Senato – si legge nel verbale . Le associazioni e le organizzazioni sindacali hanno riconosciuto ed apprezzato il lavoro fatto non solo sul piano risorse stanziate ma anche sul piano delle politiche, in particolare con l'attività svolta dal tavolo, che sta definendo le linee di un futuro piano nazionale per la non autosufficienza. Hanno inoltre sottolineato la necessità di rafforzare il monitoraggio delle politiche regionali e dell'utilizzo delle risorse trasferite alle Regioni, rendendo tale monitoraggio oggetto di confronto in seno al tavolo".

Quanto alle risorse, però, “le associazioni e le organizzazioni sindacali hanno apprezzato, ma giudicano ancora insufficiente la proposta di incremento del fondo avanzata dal Ministro”. Chiedono quindi “uno sforzo maggiore e di natura strutturale”. Nuova convocazione del tavolo, quindi, per il prossimo 6 dicembre. “Questo confronto – si precisa - si svilupperà a partire dall'impegno assunto dal Ministro di lavorare alla stabilizzazione dei 50 milioni ipotizzati durante l'incontro di oggi e di considerare queste risorse come base minima acquisita in aumento, con l'obiettivo di arrivare a 100 milioni di incremento per il 2017, che porterebbero l'incremento complessivo a 150 milioni rispetto alla dotazione precedente del fondo”. Il fondo ammonterebbe così a 550 milioni di euro.

"Comunque una cifra inadeguata, visto che parliamo di un Piano per la non autosufficienza che avrebbe bisogno di 1,5 miliardi - commenta Mariagela Lamanna, vicepresidente del Comitato 16 novembre - Ma 150 milioni di aumento strutturale sarebbero comunque un buon risultato, frutto, lo ripeto, delle proteste del nostro Comitato, senza le quali avremmo avuto il solo incremento di 50 milioni. Attendiamo fiduciosi il tavolo del 6 dicembre - conclude Lamanna - sperando che almeno quei 100 milioni in più che oggi abbiamo chiesto ci siano accordati". (cl)

Fonte: Superabile.

ATTENZIONE

“Oltre le barriere” mette in evidenza tutte quelle problematiche che mantengono lo stato di emarginazione sociale, civile e lavorativa dei soggetti disabili.

A cura di Vito Caronna

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